Il Canada è pronto a implementare tariffe significative sui veicoli elettrici (EV) fabbricati in Cina, compresi quelli prodotti da BYD, come parte di una strategia più ampia per proteggere la sua industria automobilistica. Il Dipartimento delle finanze canadese ha annunciato che queste tariffe mirano a salvaguardare oltre 125.000 posti di lavoro nel settore manifatturiero automobilistico, prevalentemente sindacalizzati, che abbracciano la filiera di fornitura dei EV. La mossa è in risposta a ciò che il Canada percepisce come gli inadeguati standard di lavoro e ambientali della Cina, che, secondo i funzionari canadesi, rappresentano una minaccia sia per le aziende locali che per il futuro economico della nazione.

Le nuove tariffe dovrebbero entrare in vigore il 1° ottobre, imponendo un dazio del 100% su tutti i veicoli elettrici di fabbricazione cinese e su alcuni veicoli ibridi. Questa decisione allinea il Canada alle azioni intraprese dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea , che hanno anche annunciato tariffe elevate sui veicoli elettrici cinesi in mezzo alle crescenti tensioni sulle pratiche commerciali. Oltre alle tariffe sui veicoli elettrici, il Canada introdurrà anche una tariffa del 25% sulle importazioni di acciaio e alluminio a partire dal 15 ottobre.
In risposta alle imminenti tariffe, BYD, il più grande produttore cinese di veicoli elettrici, ha intensificato la sua pianificazione strategica. L’azienda ha recentemente ingaggiato lobbisti per facilitare il suo ingresso nel mercato canadese e ha tenuto discussioni con i concessionari canadesi per stabilire reti di distribuzione locali. Questo sforzo di espansione fa parte della strategia più ampia di BYD per penetrare nei mercati internazionali, con recenti costruzioni di fabbriche in Turchia, Ungheria e Brasile.
